L’ansia di essere felici

Come dicevo nel precedente articolo, voglio scoprire cosa significa essere felice.

Ognuno di noi ha la propria percezione della felicità ,basata su episodi di vita, che in modo distinto accomuna la sensazione che proviamo quando siamo certi di essere felici. Molte volte durante il mio percorso di vita ho creduto di provare un estrema felicità, che con il passare dei giorni ,settimane,mesi si è rivelata una fottuta bugia . Ecco,precisamente quello che accadeva e che accade tutt’ora al mio corpo, ha fatto si che mi chiudessi di volta in volta in me stessa. Sono un puntino nell’universo ,lo so. Ma ci sono migliaia di altri puntini che come me si sentono tali.

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Vi racconto un episodio:

-è notte fonda , più o meno saranno le tre , la stanza da letto è umida , è agosto e il caldo è asfissiante. Sono al letto dalle dieci ,ho preso le due pillole . Secondo la dottoressa dovrei dormire beatamente , fare dei bei sogni per poi svegliarmi piena di energia domani e affrontare la giornata con voglia ed entusiasmo! …

certo… se non fosse che ho la mente appannata ,gli occhi rossi e sgranati e il corpo indolenzito come se mi avessero riempita di botte. Sono passati solo dieci minuti e non so cosa fare,cosi mi alzo, fumo una sigaretta , anche se odio l’odore che resta in casa dopo, apro i mobili , cerco di vedere un film o qualsiasi cosa che mi faccia stancare gli occhi, ma… niente. Ecco passati altri dieci minuti, non sopporto più nulla, il mio cervello inizia a recuperare immagini di anni fa ,inizio a sentire la rabbia,dopo lo sconforto fino a capire la sconfitta. Il respiro diventa pesante , gli occhi iniziano a farmi troppo male,mi scendono le lacrime. Sento come se qualcuno mi avesse preso il cuore e lo stesse stringendo forte nel suo pugno ,forte come se volesse farlo esplodere… è andata non respiro più. Quando arriva, questi sono i suoi avvertimenti . L’Ansia. Colei che rende la mia vita impossibile ,a tratti piacevole , ma fottutamente impossibile. Ed è cosi che inizio a strillare per la paura di affogare , come se mi stesse strangolando. Non ho paura che mi uccida. Ma so che mi farà soffrire. E di questo ho il terrore. Sono le sei del mattino , sono distrutta, ora forse potrei addormentarmi … ma devo andare a lavoro . Quindi dai!

Penso a chi ha davvero una malattia ,penso che io sono fortunata. Penso che io in fondo sto bene perchè fisicamente non ho niente,inizio a sentirmi in colpa ,e a ripetermi che non mi merito di vivere per le cose di cui mi lamento , che non sono capace di vivere e prendere la vita per le palle ,come molto spesso mi è stato ripetuto…continuo a ripetermi di essere il nulla fino a cadere nel buio. La sveglia suona, vado a lavoro. –

L’ansia lavora continuamente a chiudere tutte le fessure dove la felicità potrebbe entrare.
(Fabrizio Caramagna)

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